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On August 4, Pietragalla Mayor Rocco Iacovera and Lieutenant Colonel Robert Ruffolo, representing the United States Embassy in Rome, unveiled a marble tablet honoring the seven airmen who died when the B-24 Bomber known as the Fyrtle Myrtle was shot down over Pietragalla in 1943.

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Michele Potenza, who witnessed the crash of the Fyrtle Myrtle as a boy, speaks at the ceremony.

On July 16, 1943, a formation of three B-24 bombers left the Allied airbase in Berka, near Benghazi, Libya on a mission to damage or destroy the Axis airport at Bari. The fliers belonged to the 513th Bomb Squadron of the 376th Heavy Bombardment Group of the United States Air Force.

On their return, the first of the three planes, the Fyrtle Myrtle, was shot down over Pietragalla. The other two bombers were shot down soon after—near Altamura and Tricarico.

In 2012, the Salerno Air Finders, a group of volunteers from the Italian organization Salerno 1943, explored the crash site of the Fyrtle Myrtle and published a report of their findings on the Salerno 1943 website.

Then, last summer, a tablet was installed in Pietragallo comemmorating the men who lost their lives in the crash.

For the announcement of the ceremony, see “B-24 Bomber Crash Commemorated.”

The research and archaeological investigation into the crash of the Fyrtle Myrtle was first covered on this website through “B-24 Bomber Fyrtle Myrtle Discovered.”

Below is a transcript of the message Michele Potenza delivered at the ceremony.

It is presented in Italian, with translation of each section into English alternating throughout.

COMUNE di PIETRAGALLA
Pro Loco di Pietragalla

Associazione nazionale caduti e dispersi in
guerra: sezione di Pietragalla

Associazione Salerno 1943

PRESENTANO

FRAMMENTI DI STORIA

A 70 ANNI DALL’ABBATTIMENTO DI UN AEREO AMERICANO
NEI CIELI DI PIETRAGALLA

PIETRAGALLA
4 AGOSTO 2013
ORE 19:00 PIAZZA MAGGIO

The TOWN of PIETRAGALLA in the locality of Pietragalla,

The National Association for the Fallen and Missing in War, Pietragalla Chapter,

and the Salerno 1943 Association

Present:

FRAGMENTS OF HISTORY

A 70TH ANNIVERSARY COMMEMORATION OF THE FATAL DOWNING OF AN AMERICAN PLANE FROM THE SKIES OF PIETRAGALLA

PIETRAGALLA
August 4, 2013
19:00, PIAZZA MAGGIO

LE RAGIONI ED I MOTIVI DI UNA RICERCA
(Ing. Michele POTENZA)

Il 16 luglio 1943 cadeva la ricorrenza della festa religiosa in onore della Madonna del Carmine ed io, più che tredicenne, accompagnato da mio padre, mi sono recato nella piazza per assistere il passaggio della rituale processione.

REASONS AND MOTIVES OF A SEARCH
(Mr. Michele POTENZA)

July 16, 1943, fell on the religious holiday in honor of the Madonna del Carmine and I, then just thirteen years old, accompanied my father to the village piazza to watch the ritual procession.

Seduto sul muro che delimita il lato est dell’area quasi pianeggiante, sino al 1865 denominata Piazza Maggio e quindi Principe Umberto, e volgendo, per un attimo, lo sguardo al cielo, richiamato dal notissimo rombo dei quadrimotori avversari che in quell’istante solcavano il cielo azzurro dirigendosi verso POTENZA, notai distintamente che uno di essi, staccatosi dalla formazione del gruppo che procedeva compatto, lasciava dietro di se’ una vistosa e lunga scia bianca.

Sitting on the wall along the east side of the Piazza Maggio (which before 1865 was called Piazza Principe Umberto), I turned for a moment to the sky, my attention drawn by a distinctive roar of enemy bombers that sailed through a blue sky heading for POTENZA. I saw distinctly that one of the planes broke from the formation of the group, and it left behind a striking, long white trail.

Dopo aver richiamato l’attenzione di mio padre su quanto avevo osservato, nel giro di una trentina di secondi l’aereo, che volava ad una altitudine di 23000 piedi, pari a circa 7000 metri, perse rapidamente quota e, avvolto da vistose lingue fiammeggianti miste a fumo nero densissimo, precipitò in un boschetto di castagne, lontano non più di 1000 metri, in linea d’aria, dal centro abitato.

I called my father’s attention to what I saw; in thirty seconds the plane, flying from an altitude of 23,000 feet—or approximately 7,000 meters—quickly lost altitude. Wrapped in bright tongues of flame mixed with dense, black smoke, it fell into a chestnut grove, not more than 1,000 meters from the grove’s center.

Questa, in sintesi, la cronistoria dell’unico rilevante episodio di guerra che i cittadini di PIETRAGALLA ebbero a sperimentare e vivere direttamente, durante la seconda guerra mondiale che, voluta e quasi invocata in maniera testarda da Mussolini, portò in tutto il resto della nostra nazione fame, lutti, distruzioni e miseria.

In brief, this describes the only major incident that the citizens of PIETRAGALLA experienced directly during the Second World War—the war stubbornly promoted by Mussolini that spread throughout our nation starvation, death, destruction, and misery.

Nell’infausto evento persero la vita sette aviatori, così come riportato nel rapporto redatto dal primo Tenente HUNDLEY il giorno successivo all’abbattimento.

According to a report prepared by First Lieutenant Hundley the next day, seven airmen lost their lives in the fatal crash.

Dei primi sei dell’elenco testé richiamato, tutti intrappolati nella parte anteriore della fusoliera, non vi fu scampo e di essi vennero rinvenuti, nel luogo dell’impatto, soltanto pochissimi resti mummificati indistinti.

Six were trapped in the front of the fuselage, where there was no chance of escape. Only a few unidentifiable remains of their bodies were found at the crash site.

Il settimo, il radio operatore KILE Lloyd, fu catapultato dall’aereo al momento dell’esplosione e cadde ancora in vita in un terreno di mio padre sito alla contrada “Risciuddo”. A questo proposito il mio povero babbo, certamente scioccato dall’episodio che portò il KILE alla morte all’età di 24 anni, più volte mi ha posto la domanda: “quanto vorrei sapere da dove veniva questo povero giovane che la guerra ha portato a concludere la sua esistenza nella mia terra”.

The seventh man killed, radio operator Lloyd KILE, was ejected from the aircraft at the time of the explosion and fell, while still alive, to property owned by my father in the district of “Risciuddo.” My poor father, shocked by the episode that led to the Lloyd KILE’s death at the age of 24, repeatedly asked me, “Where was he was from, this poor young man that the war has led to the end of his life on my own land?”

Ecco, allora, uno dei motivi che mi hanno spinto una decina di anni addietro ad intraprendere la ricerca paziente e minuziosa sui componenti l’equipaggio del B-24D, denominato FYRTLE MYRTLE.

This, then, is one of the motivations that led me, some ten years ago, to undertake slow, meticulous research on the crewmembers of the B-24D named the Myrtle Fyrtle.

E, quindi, tutto è cominciato quando un bel giorno di diversi anni fa, navigando su internet, mi sono casualmente imbattuto sulla pubblicazione redatta dall’avvocato LIBUTTI sul campo di aviazione americano di VENOSA, in esercizio dall’aprile 1944 alla fine di aprile del 1945.

To begin, several years ago when, in searching the Internet, I stumbled upon a publication by a lawyer named LIBUTTI concerning the American Airfield at VENOSA, in operation from April 1944 to the end of April 1945.

Secondo quanto scrive l’avvocato LIBUTTI, “VENOSA diventò la base del 485° Gruppo di Bombardamento dell’USAAF, composto da quattro squadroni e con una forza di oltre 70 B-24D, per una forza complessiva di 3500 uomini fra equipaggi di volo e personale ausiliario di terra.

According to lawyer LIBUTTI… “VENOSA became a base for the USAAF 485th Bombardment Group, with four squadrons, a force of 70 B-24Ds, and a total of 3,500 men between flight crews and ground support staff.

Con il LIBUTTI, insieme ad altri tre volontari concittadini, fu organizzata ed attuata una spedizione sul luogo dell’impatto, ove, fortunatamente dopo diversi decenni dallo schianto del quadrimotore Liberator, rinvenimmo svariati frammenti appartenenti alla carlinga dell’aereo precipitato.

Libutti, along with three volunteers, organized and carried out an expedition to the crash site. Fortunately, although several decades had passed since the crash of the four-engine Liberator, they were able to recover several fragments of fuselage from the crashed plane.

Comunque, nella mia mente rimanevano ancora avvolte da un fitto ed inestricabile mistero i quesiti che appresso esplicito:

a) da quale base aerea era decollato la mattina del venerdì 16 luglio 1943 il B-24D/ numero di serie 42-40236, oggetto della nostra ricerca?;

b) erano dieci, meno o più di dieci, gli aviatori a bordo, componenti l’intero equipaggio?;

c) chi era il comandante del 376° Gruppo di Bombardamento (composto a sua volta da quattro squadroni e cioè il 512°, 513°, 514° e 515°) e chi comandava lo squadrone 513°, a cui apparteneva il nostro FYRTLE MYRTLE?;

d) quante missioni di guerra aveva compiuto, prima dello schianto?;

e) come si chiamavano e da quali stati e città degli USA provenivano i sette deceduti che, temporaneamente tumulati nel cimitero di PIETRAGALLA, quivi rimasero per sette mesi, prima di essere riesumati e trasportati per essere ancora sepolti, una seconda volta, nel cimitero di NETTUNO -vicino Roma- che raccoglie molti soldati americani caduti in Italia nel triennio 1943-1945?;

f) quale fu la sorte dei tre sopravvissuti (JOHNSON, DZIERZYNSKI e DULAC) dopo il loro fortunoso salvataggio nelle campagne di PIETRAGALLA ed a quale campo di prigionia furono assegnati prima di essere definitivamente liberati e ritornare alle proprie case sani e salvi?.

However, my mind was still enshrouded in this dense, inextricable mystery.
I questioned:

a) What air base had the plane—B-24D/serial number 42-40236, the subject of our research—departed from on the morning of Friday, July 16, 1943?;

b) How many aviators were on board—ten or less, or more than ten?;

c) Who was the commander of the 376th Bombardment Group (including the 512th, 513th, 514th, and 515th squadrons), and who led the 513th squadron, to which our Fyrtle Myrtle belonged?;

d) How many war missions had the plane flown before the crash?;

e) What were the names of the seven dead, and which American cities and states were they from? They were temporarily buried in the cemetery of PIETRAGALLA, where they remained for seven months before being exhumed, transported to, and reinterned in the cemetery of NETTUNO—near Rome—in which rest many American soldiers who died in Italy in 1943–1945;

f) What were the fates of the three survivors (JOHNSON, DZIERZYNSKI, and DULAC) after their lucky recovery in the fields of PIETRAGALLA, time in their assigned prisons, and then liberation and safe journeys home?

Per la soluzione a quasi tutti i quesiti innanzi elencati, molto prezioso ed utile è stato il fortunato incontro, avvenuto per via telematica, con l’associazione ARCHEOLOGIA DELL’ARIA, una comunità di appassionati di ricerche aeronautiche e recuperi storico-umanitari, a cui il 24 luglio 2011 scrissi chiedendo, se fosse stato possibile, conoscere le generalità dei componenti l’equipaggio. Dopo appena due giorni, “micke38” mi risponde così: “Ciao Michele, benvenuto nel forum ed eccoti subito accontentato: ti allego una foto dell’equipaggio del FYRTLE MYRTLE, il MACR 184 ed il rapporto del 17 luglio 1943, stilato dal primo Tenente James HUNDLEY del 513 squadrone, a cui apparteneva il FYRTLE MYRTLE.

In answer to almost all of these questions, a lucky encounter followed via computer, with the ARCHEOLOGIA DELL’ARIA Association, an enthusiastic group of aeronautical research volunteers dedicated to historical recoveries. On July 24, 2011, I wrote to them asking if it were possible to learn about the identity of the crew. After just two days, “micke38” replied, “Hello Michele, welcome to the forum; for your immediate satisfaction, I am attaching a photo of the Fyrtle Myrtle crew, the MACR 184, and the report of July 17, 1943, that was drawn up by First Lieutenant James HUNDLEY of the 513rd Squadron, to which the Fyrtle Myrtle belonged.

Lasciando quale ultimo argomento la trattazione delle indagini riguardanti la prigionia dei tre sopravvissuti, sappiamo ormai, con matematica certezza, come d’altro canto confermato dai documenti in ns. possesso e depositati in originale presso il Ministero della Guerra/Quartier Generale delle Forze Aeree in WASHINGTON che:

This report is the final word concerning the imprisonment of the three survivors, whose fates we now know with certainty, as the details are confirmed by the document from the War Office at the Air Force Headquarters in WASHINGTON DC:

=primo) il FYRTLE MYRTLE partì dalla base aeroportuale di BERKA/2 presso BENGASI in Libia, dove il 376 Gruppo da Bombardamento era giunto proveniente dalla precedente base palestinese di LYDDA;

First, the Fyrtle Myrtle left the base airport of BERKA/2 at Benghazi in Libya, where the 376th Bombardment Group had moved from their previous base of LYDDA in Palestine;

=secondo) l’equipaggio era composto da 10 (dieci ) aviatori;

Second, the crew was composed of ten (10) aviators;

=terzo) il comandante del 376° Gruppo da Bombardamento era il Colonnello Keith K. COMPTON, mentre il re 194 comandante del 513° Squadrone era il Maggiore Frederick W. NESBITT che, nel comunicare la notizia della morte alla famiglia del proprio B-24 congiunto WILLEY Ron/Osservatore, così scriveva: Vostro figlio è stato un membro di questa organizzazione per quattro mesi ed è stato rispettato ed amato da tutti coloro con i quali è venuto in contatto. Il mio intero comando si unisce a me nell’estender Vi la nostra più sentita vicinanza in questo momento di grande dolore e comprensibile tristezza. Nei tre anni ed oltre di ininterrotta attività che si dipanano dalla fondazione avvenuta nel maggio 1942 allo scioglimento che ebbe luogo nel settembre 1945, il 376° Bomb Group collezionò complessivamente 451 missioni di guerra,accusando la perdita di 169 aerei e la dolorosa scomparsa di 1479 uomini tra ufficiali e personale di truppa. Per quanto concerne,infine,brevi notizie tecniche e curiosità varie,la maggior parte desunte dagli archivi del Ministero della Guerra in WASHINGTON, risulta che i B-24 vennero costruiti,durante l’intero arco del conflitto, in ben 26 esemplari diversi,per un totale generale di 18.442 unità,dal costo ognuno pari a circa 200.000$. Il B-24 Liberator era leggermente più capiente e veloce dell’antenato B-17 Flying Fortress,operava ad una quota più bassa,il che faceva sì che venisse colpito ed abbattuto piu’ di frequente,sia dall’antiaerea che dai famosissimi caccia tedeschi Messerschmitt, nonostante il suo armamento difensivo costituito da 10 mitragliatrici BROWNING M 2 lo rendesse una vera e propria roccaforte volante. Per inciso rendo noto che il nostro aereo,caduto PIETRAGALLA, fu abbattuto dal Feldwebel Heinrich STEIS, che, a sua volta, il 14 dicembre 1943 fu abbattuto, nei cieli di COLONIA, da un Spitfire inglese;

Third, the commander of the 376th Bombardment Group was Colonel Keith K. COMPTON, while the head of 513rd Squadron 194 was Major Frederick W. NESBITT. The major, in communicating the news of the death of Ron WILLEY, who was the observer on the B-24, to his family wrote, “Your son has been a member of this organization for four months and was respected and loved by all those with whom he came into contact. My entire command joins me in extending our most heartfelt sympathy at this time of great pain and understandable sorrow.” In the over three years of uninterrupted activity spanning from its formation in May 1942 to the end of its action in September 1945, the 376th Bomb Group racked up a total of 451 combat missions and saw the destruction of 169 aircraft and the painful loss of 1,479 officers and enlisted personnel. Finally, concerning technical details, most of which is drawn from the archives of the War Department in WASHINGTON DC, the B-24s were built during the entire period of the conflict. There were as many as 26 different models, for a grand total of 18,442 planes, each costing approximately $200,000. The B-24 Liberator was slightly larger and faster than the older B-17 Flying Fortress, which operated at a lower altitude, causing it to be hit and taken down more frequently in aerial chases by the world famous German Messerschmitt, despite the B-24’s defensive weaponry consisting of 10 M2 BROWNING machine guns. Our plane that crashed in PIETRAGALLA was shot down by Feldwebel Heinrich Steis, who, in turn, on December 14, 1943, was shot down over COLOGNE by a British Spitfire;

=quarto) le missioni di guerra,compiute dal FYRTLE MYRTLE,sono state 148,compresa l’ ultima;

Fourth, the Fyrtle Myrtle had carried out 248 war missions, including her last;

=quinto) le generalità degli ufficiali aviatori sono le seguenti:
1) HINSON Charlie-Pilota-proveniente dallo stato della CAROLINA del NORD/ città di nascita sconosciuta;
2) JORGENSEN Orval-Copilota-proveniente dallo stato dell’ARIZONA/ città di nascita sconosciuta;
3) GREENAWALT Richard-Navigatore-proveniente dallo stato del COLORADO/ città di nascita sconosciuta;
4) PRENDERGAST Joseph-Bombardiere-proveniente dallo stato dell’ILLINOIS/ città di nascita: CHICAGO;
5) WILLEY Ron-Osservatore-proveniente dallo stato del SUD DAKOTA/ città di nascita: BROOKINGS;
6) SHEA Patrick-Mitragliere dorsale (primo deceduto)-proveniente dallo stato del MASSACHUSSET/ città di nascita: EASTON;
7) KILE Lloyd-Radio operatore-proveniente dallo stato della CALIFORNIA / città di nascita: ALAMEDA;
8) JOHNSON Cyr -Ingegnere- proveniente dallo stato del COLORADO / città di nascita: DENVER;
9) DULAC Robert-Mitragliere laterale- proveniente dallo stato del MINNESOTA / città di nascita: FARIBAULT;
10) DZIERZYNSKI Edward-Mitragliere di coda- proveniente dallo stato del CONNECTICUT / città di nascita: NEW BRITAIN.

Fifth, general information on the airmen is as follows:

1) HINSON, Charlie—pilot, from the state of NORTH CAROLINA/birthplace unknown;
2) JORGENSEN, Orval—co-pilot, from the state of ARIZONA/birthplace unknown;
3) GREENAWALT, Richard—navigator, from the state of COLORADO birthplace unknown;
4) PRENDERGAST, Joseph—bombardier, from the state of ILLINOIS/born in CHICAGO;
5) WILLEY, Ron—observer, from the state of SOUTH DAKOTA/born in BROOKINGS;
6) SHEA, Patrick—back gunner (the first to die), from the state of Massachusetts/born in EASTON;
7) KILE, Lloyd—radio operator, from the state of CALIFORNIA/born in ALAMEDA;
8) JOHNSON, Cyrus—engineer from the state of COLORADO/born in DENVER;
9) DULAC, Robert—waist gunner, from the state of MINNESOTA/born in FARIBAULT;
10) DZIERZYNSK, Edward—tail gunner, from the state of CONNECTICUT/born in NEW BRITAIN.

Chiudo questa parte della mia relazione leggendovi il bollettino emanato il 16 luglio 1943 dal Comando delle Forze Aeree del Mediterraneo: 8 squadroni di B-24D ao stati abbattuti appartenenti ai gruppi di bombardamento 376° e 389° hanno attaccato l’aeroporto di BARI/Italy – Caccia nemici (Messerscnitt tedeschi ed Aermacchi della Regia Aeronautica) hanno persistentemente contrattaccato.

I will conclude this part of my presentation by reading from the bulletin issued on July 16, 1943 by the headquarters of the Air Force in the Mediterranean: “Eight squadrons of B-24Ds belonging to the 376th and 389th Bombardment Groups have been attacked at the airport of Bari/Italy—by enemy fighters (German Messerschmitts and Italian Royal Air Force’s Aermacchi)—and are aggressively counterattacking.”

3 B-24D sono stati abbattuti. Preciso per dovere di cronaca che tra i tre si trovava il ns. Fyrtle Myrtle caduto a PIETRAGALLA, il secondo B-24 D con numero di serie 42-40110 precipitò nei pressi di ALTAMURA e l’ultimo dei tre il B-24D con numero di serie 42-40649 precipitò nei pressi di TRICARICO.

Three B-24Ds were shot down. For the record, the FYRTLE MYRTLE was the first of three planes that fell (in PIETRAGALLA); the second B-24D (serial number 42-40110) crashed near ALTAMURA, and the third and final B-24D (serial number 42-40649) crashed near TRICARICO.

Ed ora approntandomi a concludere la relazione sulle mie ricerche, desidero ringraziare pubblicamente il dr. Matteo PIERRO (qui presente tra noi) che, quale esponente massimo dell’Associazione SALERNO 1943, ha fattivamente collaborato nella fase difficile, impegnativa ed oltremodo faticosa dei ritrovamenti ed in quella, altrettanto delicata, dell’approntamento della manifestazione che stamane, anche con discreta presenza e partecipazione di popolo, stiamo insieme celebrando.

In concluding this report on my research, I would like to publicly thank Dr. Matteo PIERRO, who is here among us. As exponent of the SALERNO 1943 Association, he has effectively collaborated in these challenging and labor-intensive investigations, as well as the careful arrangement of this morning’s event. With good presence and involvement of the people, we celebrate here together.

Il dr. PIERRO ha in proposito scritto e pubblicato sulla NUOVA del SUD un interessantissimo e dettagliato articolo che porta il seguente titolo:

“La tragica storia del bombardiere caduto a PIETRAGALLA nel luglio ’43”

Il medesimo resoconto è stato prima riportato sul sito web dell’Associazione SALERNO 43, ricevendo sino ad oggi oltre 1300 visite, a riprova e dimostrazione, se ve ne fosse ancora bisogno, che la sete di conoscere la sequenza degli eventi bellici del recente passato è ancora profondamente radicata in larghe fasce sociali e che, infine, la celebrazione di un evento come quello odierno costituisce un volano a largo spettro per la divulgazione seria e diffusione capillare della cultura storica-umanistica nelle nostre genti.

Dr. PIERRO has written and published in NUOVA del SUD an interesting, detailed article that bears the following title:

“The tragic story of the bomber that crashed in PIETRAGALLA in July ’43”

This report, first shared on the SALERNO 43 Association website, has received over 1,300 site visits to date—evidence, if any were needed, that the desire to understand events of the recent war is still deeply rooted in our society. Finally, our commemoration provides a valuable opportunity to deepen our appreciation of the history and culture in our people.

Per ultimo ancora il dr. PIERRO ha spedito nell’America del Nord l’articolo di cui innanzi e lì con il rilevante aiuto e prezioso intervento di Dennis HILL, fondatore del sito “Camp 59 Survivors”, del quale vi parlerò a breve, l’articolo è stato tradotto in inglese con il seguente titolo:

Finally, Dr. PIERRO has made contracts in North America, and with the valuable assistance of Dennis Hill, founder of the “Camp 59 Survivors” website, which I will talk of more in a moment, the article has been translated into English, with the following title:

“B-24 Bomber Fyrtle Myrtle Discovered”

E dal giorno 7 aprile 2013 è stato divulgato e diffuso a mezzo radio, stampa, televisione e canali telematici nella maggioranza degli stati degli STATI UNITI d’AMERICA.

Molto succintamente qualche notizia sul campo di prigionia n° 59. Dunque, il campo 59, allestito nella prima guerra mondiale per accogliere i prigionieri austriaci, nell’ultimo conflitto venne ristrutturato ed ampliato, ospitando al suo interno, in un primo momento gli ebrei che le leggi razziali del 1939 avevano messo al bando e quindi nel corso della guerra prigionieri di varie nazionalità (americani, inglesi, francesi) che venivano catturati nei vari scontri frontali, consumatisi prevalentemente in Libia e Tunisia. Il campo si trovava nel comune di SERVIGNANO, nella regione Marche. ed al suo interno, prima dell’armistizio dell’8 settembre 1943, registrava la presenza di oltre 2000 prigionieri. Tra essi, nella lista dei sopravvissuti, ho trovato i nomi di due dei tre aviatori che si salvarono a PIETRAGALLA il 16 luglio 1943: JOHNSON Cyrus e DZIERZYNSKI Edward, che rimasero nel campo sino al 14 settembre 1943. Dopo quella data, nella confusione generale creatasi con l’armistizio, tutti i prigionieri scapparono, dileguandosi nelle campagne circostanti e trovando rifugio ed accoglienza presso la popolazione rurale della zona. Non tutti, però, fecero questa scelta che, col tempo, risultò molto rischiosa a causa della caccia spietata che i soldati tedeschi della famigerata e sanguinaria divisione corazzata “Hermann GOERING” fecero nei confronti degli italiani bollati come traditori e disfattisti, che dei prigionieri nascosti. Quelli che decisero di non rimanere, in parte si diressero verso il nord Italia e la parte restante si diresse verso il sud Italia.

Molto toccante è la lettura del libro “Gli angeli italiani di Armie”, dove Armie è esattamente il padre di Dennis, che nella fuga verso la libertà venne aiutato amorevolmente dai componenti della famiglia Bianchini di ROCCAFLUVIONE e dal parroco Don Giuseppe CIABATTONI, prima di raggiungere, il 15 ottobre 1943, nei pressi di Termoli, le postazioni inglesi dell’VIII armata che proseguiva molto lentamente l’avanzata verso il centro-nord dell’ITALIA.

On April 7, 2013, news [of the Fyrtle Myrtle crash site discovery] was disseminated via radio, printed media, television, and the Internet throughout the UNITED STATES of AMERICA.

Briefly, here is information on prisoner-of-war Camp 59. In World War I, Camp 59 held Austrian prisoners; in the last great conflict it was renovated and enlarged, housing at first the Jews that race laws of 1939 had outlawed. Then, during the war it held prisoners from different countries (American, English, French) who were captured on various fronts, mainly in Libya and Tunisia. The camp was in the municipality of SERVIGNANO, in the Marche region. Records show that before the armistice of September 8, 1943, the camp held more than 2,000 prisoners. Among the list of the camp survivors, I found the names of two of the three airmen who escaped from PIETRAGALLA on July 16, 1943: Cyrus JOHNSON and Edward DZIERZYNSKI, who remained in the camp until September 14, 1943. Then, in the general confusion created by the armistice, all the prisoners escaped, disappearing into the surrounding countryside, and finding refuge and hospitality with the area’s rural population. But not all of the locals made the choice to help, as in time it became very risky for them to shelter prisoners; a ruthless hunt by Hermann Göring’s infamous, bloody armored division ensued against Italians who sheltered prisoners and who were branded traitors and defeatists. Prisoners who decided to leave the area headed for northern or southern Italy.

A very touching story on the Camp 59 Survivors site is that of “Armie’s Italian Angels,” which describes how Dennis’ father, in his flight to freedom, was lovingly cared for by members of the Bianchini family of ROCCAFLUVIONE and parish priest Don Giuseppe Ciabattoni. Sergeant Hill reached the British Eighth Army near Termoli on October 15, 1943, as the army was advancing slowly into north-central Italy.