This post contains a second installment of news coverage in l’informatore of the Davison family’s visit to Vigevano, where escaped prison-of-war G. Norman Davison found shelter on the farm of Giovanni Bellazzi.

September 2, 2010
l’informatore

Caption for top photos: Some pictures of the day at Piazza Ducale and the Cararola house

Lower photo: Mariella Bellazzi, during the meeting on Sunday

War stories

Vigevano—A book, In the Prison of His Days, came to us unexpectedly, but thanks to this chance occurance we have uncovered an exciting story. This adventure, set against the backdrop of World War II, stars some of our fellow citizens who, risking their own lives, led English prisoners to safety in Switzerland. On Sunday, sons of the characters in this story met and together traced the courageous lives of their fathers.

The Englishman John Davison came to Vigevano to get to know the children of the brave men who saved his father 65 years ago

A meeting on the thread of memory

“In visiting these places we retrieved together the memory of our families”

A story of courage came to light through a book. The adventure of the British soldier Norman Davison saved with the help of a few courageous Vigevanesi.

A few days ago, children of the characters in this touching story met. John, the son of the English gunner, arrived last Sunday in Vigevano, where he was greeted by Mariella and Carlo Alberto, children of Giovanni Bellazzi, who in 1945 ran the Cararola farm, and Gigi Pistoia, friend of the Bellazzi family.

John was also eager to meet Mario Cabrioli, the only eyewitness of the adventure recounted in the book. At the time [Mario] was only ten years old, but he personally knew the British soldiers who had escaped from Sforza. Deputy mayor Andrea Ceffa and cultural representative Giorgio Forni warmly welcomed John Davison, his wife, and their daughter to the city.

A feeling of nostalgia and great joy filled the entire day’s exchange of memories and impressions.

“My father,” John Davison said, “kept a diary of his captivity in Italy. Back home in northern England he wanted to record these memories by turning them into an autobiographical novel. Unfortunately he didn’t succeed in publishing it, because he passed away in 1986. Many years later I found his manuscript in the attic and I decided to fulfill his wish.”

“The title my father originally conceived for this work was ‘We are Going, Giovanni’—a demonstration of the sense of gratitude felt for Giovanni, Gigi, Lidia, and Teresina, to whom the book is entirely dedicated.”

On Sunday John demonstrated his gratitude not only with words but also gestures by presenting to Mariella Bellazzi a leather case containing the 60 lire her father, Giovanni, had given to Norman for his flight to Switzerland. Everyone present was deeply touched.

In the afternoon, John visited the places his father had lived during the period of imprisonment: the field where the soldiers gathered and some areas of the Cararola farm.

The current owner of the building accompanied the British visitors to the room where Norman Davison and his friend Gerry lived for several months. John received from the owner a gift of a piece of tile from his father’s room.

“It was an incredible encounter,” says Mariella Bellazzi, “The second part of the day was more intimate and emotional. We talked quietly and visited those places, full of clues for us. In following our fathers’ footsteps we found their memories.”

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In italia:

2 Settembre 2010
l’informatore

Alcune immagini della giornata, in piazza Ducale e a Cascina Cararola
Mariella Bellazzi, durante l’incontro di domenica scorsa

Storie di Guerra

VIGEVANO – Un libro, “In the prison of his days”, che abbiamo ricevuto quasi per caso, grazie al quale abbiamo portato alla luce una storia emozionante. Questa avventura, che nasce sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, ha per protagonisti alcuni nostri concittadini i quali, mettendo a rischio le loro stesse vite, hanno condotto in salvo in Svizzera alcuni prigionieri inglesi. Domenica l’incontro tra i figli dei protagonisti di questa storia, che assieme hanno potuto ripercorrere le vite coraggiose dei loro padri.

L’inglese John Davison a Vigevano per conoscere i figli degli uomini coraggiosi che 65 anni fa salvarono il padre

Un incontro sul filo della memoria

«Visitando quei luoghi abbiamo ritrovato assieme il ricordo delle nostre famiglie»

Una storia di coraggio tornata alla luce grazie ad un libro. L’avventura del soldato inglese Norman Davison salvato grazie all’aiuto di alcuni coraggiosi Vigevanesi.

Qualche giorno fa finalmente i figli dei protagonisti di questa commovente storia si sono potuti incontrare. John, figlio dell’artigliere inglese, è arrivato la scorsa domenica a Vigevano dove ha trovato ad aspettarlo Mariella e Carlo Alberto, rispettivamente figli di Giovanni Bellazzi, che nel 1945 gestiva la cascina Cararola, e Gigi Pistoia amico della famiglia Bellazzi.

Ad attendere John c’era inoltre Mario Cabrioli, unico testimone oculare dell’avventura raccontata nel libro. All’epoca aveva solo dieci anni ma conobbe personalmente i soldati inglesi rifugiati alla Sforzesca. Il vice sindaco Andrea Ceffa e l’assessore alla cultura Giorgio Forni hanno accolto calorosamente nella nostra città John Davison, la moglie e la figlia.

Un clima di nostalgia e di grande gioia ha accompagnato l’intera giornata passata a scambiarsi ricordi e impressioni.

«Mio padre – ha raccontato John Davison – ha tenuto un diario della sua prigionia in Italia. Tornato a casa, nel nord dell’Inghilterra ha voluto dare consistenza a questi ricordi trasformandoli in un romanzo autobiografico. Purtroppo non ha avuto modo di bubblicarlo perché nel 1986 è venuto a mancare. Molti anni dopo ho trovato il suo dattiloscritto in soffitta e ho deciso di esaudire il suo desiderio.

Il titolo originariamente pensato da mio padre per quest’opera era “Andiamo Giovanni”. A dimostrazione del senso di gratitudine provata per Giovanni, Gigi, Lidia e Teresina a cui è interamente dedicato il libro».

Una riconoscenza dimostrata non solo a parole ma con un gesto che domenica ha commosso tutti i presenti. John ha consegnato a Mariella Bellazzi la custodia in pelle contenente le sei lire che il padre, Giovanni, aveva dato a Norman per fuggire in Svizzera.

Nel pomeriggio John ha potuto visitare i luoghi dove il padre aveva vissuto durante il periodo di prigionia: il campo dove venivano radunati i soldati e alcune aree della cascina Cararola.

L’attuale proprietaria di parte della struttura ha accompagnato i visitatori inglesi nella stanza dove Norman Davison e il suo amico Gerry hanno vissuto per alcuni mesi. John ha ricevuto in dono dalla proprietaria un frammento di mattonella della stanza del padre.

«È stato un incontro incredibile – racconta Mariella Bellazzi – la seconda parte della giornata è stata più intima e realmente emozionante. Abbiamo parlato in tranquillità e visitando quei luoghi, per noi ricchi di suggestioni, abbiamo ritrovato assieme la memoria dei nostri padri.»

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